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Nasce la finestra Coelux, un sistema di illuminazione che simula la luce solare

finestra coelux

La finestra Coelux è già utilizzata in alcuni ospedali per dare sollievo ai pazienti, utile per chi soffre di claustrofobia

finestra coelux

Una finestra, non finestra. Non è semplice definire la finestra Coelux, al momento non sappiamo neanche cosa sia. Chi parla di finestra per quello che consente di vedere, chi di lampada per la funzionalità che ricopre. Noi ovviamente ci schieriamo dalla parte di chi la chiama finestra Coelux. Ma di che si tratta?

Iniziamo col dire che è qualcosa di altamente tecnologico e fieramente Made in Italy. La finestra Coelux è un’invenzione messa a punto da Paolo Di Trapani, docente di Fisica all’Università dell’Insubria e attento studioso dei laser. Questa strabiliante invenzione crea immagini che in realtà non esistono!

Cioè? Una finestra che non esiste ci fa vedere cose che non esistono? Si, esattamente.

In qualche modo, a volerla prendere alla larga, non è una novità assoluta. Un po’ tutti gli acceleratori di realtà virtuali funzionano così. Ma qui non c’è bisogno di schermi. La finestra Coelux è un sistema di illuminazione che si presenta come una finestra dietro la quale c’è un sole e un cielo azzurro. In pratica a occhio nudo si ha la netta sensazione di stare a guardare realmente il cielo.

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Un sistema di illuminazione che simula la luce solare, ecco cos’è la finestra Coelux.

Ma come è venuta quest’idea? E quali sono le possibili applicazioni?

L’illuminazione, è proprio il caso di definirla tale, è venuta al prof. Di Trapani mentre lavorava ad un allestimento teatrale. Gli è venuto in mente di simulare in piccolo gli stessi fenomeni fisici che avvengono in atmosfera. Così, come se fosse la cosa più naturale del mondo. E comunque, ci è riuscito!

Come? Utilizzando il cosiddetto “scattering di Rayleigh”, cioè una particolare diffusione che le micro particelle dell’atmosfera creano ai raggi solari. Lo stesso fenomeno per il quale  è possibile vedere il cielo azzurro, anche se gli spazi siderali sono neri. Ovviamente tutto questo è stato possibile attraverso l’utilizzo delle nanotecnologie.

Così è nata la finestra Coelux, che una finestra vera e propria non è. È luce e spazio. Niente di più. Però replica per filo e per segno la luce che entra da una finestra reale. Infatti la luce solare diretta è più calda, le parti in ombra che prendono luce dal cielo sono invece più bluastre.

Ma l’utilità di questa scoperta è solo per fini teatrali? Assolutamente no.

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La finalità è doppia: inutile continuare a parlare della funzionalità dell’illuminazione, sarebbe meglio soffermarsi a parlare del secondo ambito di interesse. La finestra Coelux è un sistema che può far percepire una via di fuga e grandi spazi in condizioni di ristrettezza. Un rimedio contro la claustrofobia, insomma.

Infatti è proprio l’ambito sanitario quello che sta beneficiando di più dall’invenzione della finestra Coelux.

Presso l’ospedale Humanitas di Rozzano, nella sala bunker in cui vengono eseguiti gli interventi in radioterapia con il sistema GammaKnife, una forma precisa e poco invasiva di intervento al cranio, viene già utilizzata questa tecnologia. I pazienti, che durante questo intervento restano vigili dalle 2 alle 4 ore, hanno a disposizione una vera e propria finestra che si apre sul cielo, nonostante la sala operatoria dell’ospedale milanese si trovi nei sotterranei.

Il sollievo per i pazienti è davvero incredibile. La finestra Coelux è utile anche per chi soffre di claustrofobia: è l’unico modo possibile di vedere un cielo all’aperto nonostante ci si trovi in un ascensore, per fare un esempio.

Fra poco tempo una finestra Coelux verrà istallata nel reparto di neonatologia dell’ospedale Mangiagalli di Milano, per dare un po’ di spensieratezza a neonati e genitori costretti a rimanere in ospedale per diversi mesi dopo il parto. Un bel sole e un cielo sereno, in una stanza piccola e buia.

 

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